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Agliè


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L'ondulato territorio su cui si adagia Agliè, fra il
verde piano e i ridenti colli morenici che vi fan da cornice, si presenta allo
sguardo come un ambiente di singolare privilegio, dove natura ed arte hanno
riversato nei secoli i loro favori. Così si capisce come questo centro
Canavesano, di poche migliaia di abitanti, sia diventato nel tempo un luogo di
prepotente richiamo turistico e di appassionato interesse culturale. Una terra
di poesia, dove la fantasia vola ed il cuore palpita di fronte all'immensa
serenità del paesaggio, ricco di memorie e di pace infinita. E' su questi
aspetti che si intende richiamare l'attenzione, che sono poi quelli che la
sensibilità dei visitatori porta via con sè.

Manifestazioni di ogni tipo arricchiscono molte
giornate dell'anno; dal Carnevale alla Sagra del Torcetto, dai mercatini delle
cianfrusaglie alle giornate culturali di Città a Porte Aperte, per non parlare
poi, delle varie feste rionali con balli, giochi e, sempre, ottima cucina
tradizionale.

Cenni su Agliè
ed i suoi Monumenti
Agliè esisteva già all’epoca
dei Romani, probabilmente dove oggi è situata la frazione di Madonna delle
Grazie. L’attuale ubicazione del paese risale al periodo medievale, quando
gli abitanti per sicurezza si sistemarono sotto le mura del Castello dei Conti
di San Martino.
Pare
che il nome del paese derivi da Agladium (spada dei romani) o da Ala Dei
(dalla forma ad ala spiegata verso est della pianta del Castello).
Il Castello, nato come rocca difensiva nel XII sec., fu
trasformato a partire dal 1650, per desiderio di Filippo d’Agliè e in
seguito con altre ristrutturazioni, nella magnifica residenza usufruita dai
Savoia fino alla fine della 2° guerra mondiale e poi venduto allo Stato
Italiano.
Vastissimo è il parco del Castello attraversato da 7 km di viali e sentieri ed
ornato con alberi centenari, fontane e sculture tra cui spicca l’Esedra con
le statue del Po e
della Dora Baltea e Riparia; bellissimo
è anche (nella stagione giusta) il Giardino all’Italiana, la
Chiesa di Santa Marta, gioiello di arte barocca eretta nel 1760 su disegno di
Costanzo Michela, famosa per le linee curve
del suo perimetro esterno, per il campanile triangolare, per la originalissima
pianta interna che ricorda una damina del
‘700, per gli altrettanto originali stucchi dell’interno tra i più
aggraziati di tutto il settecento piemontese. Villa
Meleto, situata ad un paio di km dal paese, la casa del poeta crepuscolare
Guido Gozzano; gli attuali
proprietari hanno ricavato nella dimora un piccolo museo con i ricordi di
viaggio; il salottino di nonna
Speranza e altre cose che ricordano il poeta.
Degne di una visita la Chiesa Parrocchiale con un altare dello Juvarra; la
Chiesa di San Gaudenzio dove è sepolto il poeta Guido Gozzano; la Chiesetta
di Sant’Anna risalente al 1650 e nelle frazioni la Chiesa di Madonna delle
Grazie, progettata da Costanzo Michela, conosciuta come “I tre Cioché”,
perchè adornata da due campanili ed una cuspide; il Santuario di Santa Maria
della Rotonda, a pianta circolare, probabilmente costruita su un tempio romano
dedicato a Diana.

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